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Sostanziare la democrazia, sfuggire alla retorica delle crisi

L’Osservatorio sulle politiche partecipative dell’Umbria ha prodotto un volume, “Partecipazione e politiche sociali in Umbria. Strumenti tradizionali e tendenze innovative”, edito da Morlacchi, nel quale, a partire dall’analisi degli strumenti di partecipazione adottati in occasione del varo del Piano sociale regionale, si è tentata una ricognizione dello “stato dell’arte” sulle politiche partecipative. Nonostante l’oggetto di studio fosse di ambito regionale, ne è emerso uno spaccato delle potenzialità e delle criticità degli strumenti di partecipazione che ricalca quello nazionale. Si conferma cioè la partecipazione come lievito imprescindibile per sostanziare la democrazia e per sfuggire alla retorica delle crisi, e se ne ne coglie altresì la difficoltà a librarsi a causa della paludosità di un sistema istituzionale ancora impreparato a raccogliere la sfida. Questa è l’introduzione al volume di Alessandra Valastro, che ne è curatrice insieme a Ugo Carlone, utile a comprendere la cornice del lavoro.

Al via il bando per il master in "Progettazione e gestione di politiche e processi partecipativi"

Il tema della partecipazione sta conoscendo una stagione di nuova e intensa attualità. Si tratta però di una questione che investe molteplici e accresciute competenze che concorrono alla definizione delle pratiche e dei processi di partecipazione. Di qui l'idea di un master come quello ideato dall'Università di Perugia che affronti in modo sistemico, integrato e approfondito il tema della progettazione e gestione di politiche e processi partecipativi rivolto a coloro che sono impiegati (o aspiranti tali) nella pubblica amministrazione, nelle istituzioni pubbliche e private, nel terzo settore, nel mondo delle professioni o nell’associazionismo e vogliano perfezionare il proprio know-how conoscitivo ed empirico in relazione alle potenzialità della partecipazione.

Costituzionalismo, democrazia sociale e dignità dell'esistenza. Seconda parte

Il racconto costituzionale e il racconto autobiografico delle vite degli individui si saldano nella aspirazione a un’esistenza libera e dignitosa della persona che è costruzione continua, sviluppo costante. I due racconti in armonia sono in contrapposizione con quello delle politiche dominanti scaturito dal compromesso fra democrazia e capitalismo, in cui l’accento viene posto sugli interessi da realizzare, cosa che indebolisce i circuiti di decisione, inaridendoli perché li priva dell’apporto delle esigenze di vita delle persone in carne o ossa. La via d’uscita a questo inaridimento è qualcosa che va anche oltre la “partecipazione”: è la necessità della “presenza” dei vissuti all’interno dei circuiti di decisione affinché si possa tornare a quell’orizzonte di sviluppo della persona in cui racconto costituzionale e racconti degli individui si saldano.

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