Accessibilità

L’accessibilità rappresenta un’evoluzione del più tradizionale concetto di accesso: essa è intesa come inclusività delle modalità di fruizione di alcune categorie di beni, cioè non come situazione puramente formale bensì come strumento che rende immediatamente utilizzabile un determinato bene da parte degli interessati, senza ulteriori mediazioni.

L’accessibilità si configura pertanto come diritto fondamentale della persona, in quanto tramite necessario tra diritti e beni: in questa prospettiva si parla di diritto di accesso ad Internet, alle creazioni intellettuali, al software, all’acqua, ecc.

Nella prospettiva della democrazia partecipativa assume particolare rilievo l’accessibilità delle informazioni in possesso delle amministrazioni, oggi garantita da un apparato normativo che valorizza ed impone l’utilizzo delle tecnologie informatiche.

Il principio di accettabilità, alla base anche della teoria dei beni comuni, presuppone il superamento della logica proprietaria (pubblico/privato) dei beni, mettendo l’accento sull’inclusione e sull’uguaglianza sostanziale anziché sull’esclusività del godimento individuale.

Essa individua una modalità dell’agire da riconoscere come necessaria per ridefinire il rapporto fra il mondo delle persone e il mondo dei beni, in modo tale che la proprietà non sia più definibile soltanto come diritto di escludere altri dal godimento di alcuni beni, ma possa consistere ugualmente nel diritto individuale a non essere escluso ad opera di altri dall’uso di alcuni beni.

La dimensione della accessibilità emerge già dall’art. 42 Cost., laddove si afferma che la proprietà deve essere resa “accessibile a tutti” e deve svolgere una “funzione sociale”.

In presenza di beni che assumono rilevanza per l’integrazione dell’individuo nella comunità e per lo sviluppo e la sopravvivenza di questa, il concetto di funzione sociale assume un significato più ampio: non più mera fonte di limiti e vincoli all’esercizio del potere proprietario, bensì anche diritto di accedere al godimento di quei beni e potere di partecipare alle decisioni riguardanti la loro gestione da parte di una molteplicità di soggetti.

Approfondimenti:
S. RODOTÀ, Il terribile diritto. Studi sulla proprietà privata, Bologna, Il Mulino, 1990;

S. RODOTÀ, Beni comuni: una strategia globale contro lo human divide, in M.R. MARELLA (a cura di), Oltre il pubblico e il privato. Per un diritto dei beni comuni, Verona, 2012.
 
Riferimenti normativi:

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