Analisi Costi-Efficacia

L’analisi costi-efficacia e l’analisi costi-benefici sono strumenti di valutazione delle politiche pubbliche.
Esse sono diffuse a partire dal mondo anglosassone, ove la loro applicazione ha registrato esempi importanti in settori particolarmente sensibili, quale quello sanitario.
Il metodo dell’analisi costi-efficacia (Cost-Effectiveness Analysis, CEA) si è affermato in particolare nella valutazione di progetti di investimento pubblici, e viene sovente preferito all’analisi costi-benefici, specie se a compiere l’analisi sono soggetti di formazione non economica (medici, ingegneri, ecc.).
La prima metodologia viene in genere preferita per il fatto di prescindere da forme di rigorosa monetizzazione dei costi e dei benefici di beni intangibili (quali la vita, la salute, l’ambiente, ecc.), come richiesto invece dall’analisi costi benefici e/o da quei valutatori che appaiono ostili ad una nozione di policy aperta alla democrazia partecipativa o comunque di tipo solidale.
Allo stato attuale dell’arte, la CEA non si presenta caratterizzata da uno standard comune di applicazione ma viene realizzata adattando principi e parametri di fondo alle circostanze specifiche della situazione di riferimento.
Tali principi e parametri sono finalizzati ad una elaborazione previsionale dei costi riferita alle possibili opzioni di intervento, in ragione delle seguenti necessità:
a) individuare una tipologia di effetti considerata rilevante per la valutazione;
b) calcolare l’ammontare di tali effetti ricollegabile a ciascuna alternativa;
c) misurare, per ciascun intervento, i relativi costi espressi in termini monetari;
d) calcolare gli indici costi-efficacia;
e) ordinare i progetti sulla base di tali indici;
f) da ultimo, nel caso di progetti mutuamente esclusivi, finanziare quello migliore oppure, laddove non si tratti di progetti che si escludono a vicenda, finanziare quelli migliori conformemente al rispetto del vincolo di bilancio.
Le forme più avanzate di valutazione prevedono l’adozione di strumenti partecipativi, come la consultazione e il bilancio partecipato, per coinvolgere i destinatari delle politiche nella elaborazione delle previsioni di costo delle stesse: si parla in tal caso di valutazione integrata.

Approfondimenti: 
G. PENNISI, P.L. SCANDIZZO, Valutare l’incertezza. L’analisi costi-benefici nel XI secolo, Giappichelli, 2003.

Torna alle voci