Autorità di Garanzia della Partecipazione

Nell’ambito delle garanzie di tipo soggettivo istituibili a tutela delle dinamiche partecipative, il più auspicabile tipo di intervento consiste nella previsione di un’autorità di garanzia ad hoc.

Tale organismo rientra nella categoria delle autorità amministrative indipendenti: configurantisi come eccezioni al modello tradizionale fondato sulla dipendenza dell’amministrazione dal potere esecutivo, questi organismi vengono istituiti dal legislatore col fine di assicurare che interessi di particolare rilevanza e delicatezza vengano governati in modo indipendente e neutrale.

Nel settore della partecipazione l'autorità di garanzia dovrebbe assicurare la trasparenza e l’equità del confronto fra istituzioni e società civile nonché la corretta valutazione degli esiti del processo partecipativo.

La figura dell’autorità di garanzia della partecipazione si è diffusa soprattutto in Francia, nell’ambito della disciplina del dibattito pubblico: la Commission nationale du débat public (CNDP), trasformata in autorità indipendente nel 2002, ha il compito di vigilare sul rispetto delle norme che prevedono la partecipazione dei destinatari alla elaborazione di progetti infrastrutturali di interesse nazionale, nel caso in cui questi presentino implicazioni socio-economiche o abbiano impatti significativi sull’ambiente o sulla gestione del territorio.

In Italia il modello dell’autorità di garanzia è stato recepito dalla regione Toscana con la legge n. 69/2007, la quale ha istituito l’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione (ARP).

Questa ha il compito di:

a) valutare ed ammettere le proposte di dibattito pubblico;

b) elaborare orientamenti per la gestione dei processi partecipativi;

c) definire i criteri e le tipologie dell’attuazione delle forme di sostegno (finanziario, metodologico, comunicativo, informatico);

d) valutare il rendimento e gli effetti dei processi partecipativi;

e) curare il rapporto annuale sulla propria attività e trasmetterlo al Consiglio regionale, che ne assicura adeguata pubblicità;

f) assicurare, anche per via telematica, la diffusione della documentazione e della conoscenza dei progetti presentati e delle esperienze svolte, inclusi i rapporti finali.

Approfondimenti: 
A. FLORIDIA, Idee e modelli di partecipazione. Il caso della legge toscana, e R. LEWANSKI, Promuovere la partecipazione deliberativa: la legge toscana alla prova dell’applicazione, in U. ALLEGRETTI (a cura di), Democrazia partecipativa, Firenze, 2010.

Riferimenti normativi: 
Code de l’Environnement (ordonnance no 2000-914 du 18 septembre 2000), Francia

L. R. Toscana 2 agosto 2013, n. 46 Dibattito pubblico regionale e promozione della partecipazione alla elaborazione...

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