Costituzione

La Costituzione prevede il principio di partecipazione nell’art. 3, co. 2: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Il collegamento con l’eguaglianza sostanziale rende il principio di partecipazione centrale e insieme trasversale rispetto agli altri principi fondamentali, in particolare quelli concernenti la sovranità popolare (art. 1), i diritti fondamentali della persona considerata anche nelle sue formazioni sociali, il dovere di solidarietà (art. 2), il principio di sussidiarietà (art. 118).

Tale collegamento porta con sé un concetto sostanziale di democrazia, ovvero un sistema democratico fondato sull’esercizio permanente della sovranità, in cui lo sviluppo della persona si realizza passando per un gruppo sociale e quindi per la partecipazione al potere pubblico; in cui il godimento dei diritti, a qualunque categoria essi appartengano (civili, politici, sociali), risulta di fatto condizionato dalla disponibilità di condizioni primarie necessarie per una partecipazione effettiva (come richiesto dall’art. 3, co. 2).

Da ciò discende un imperativo di stretta coerenza tra fini e organizzazione, ovvero tra garanzie delle posizioni individuali e garanzie legate all’assetto organizzativo delle istituzioni e del metodo di governo dalle stesse adottato.

Il fatto che la Costituzione non abbia espressamente individuato i modi e le forme della partecipazione dipende dalla peculiare natura del principio stesso e dalla sua intima connessione con le situazioni di fatto determinative delle diseguaglianze, come tali storicamente variabili e pertanto non predeterminabili in astratto.

La portata vincolante del principio di partecipazione comporta il riconoscimento di un vero e proprio obbligo di attuazione normativa in capo ai soggetti istituzionali, a tutti i livelli territoriali e nel rispetto delle sfere di competenza, per disciplinare e garantire le precondizioni e i livelli essenziali della partecipazione nonché le garanzie dei relativi diritti.

Approfondimenti: 
V. ATRIPALDI, Contributo alla definizione del concetto di partecipazione nell’art. 3 Cost., in AA. VV., Strutture di potere, democrazia e partecipazione, Napoli, ESI, 1974;

F. FICHERA, Spunti tematici intorno al nesso tra i principi di eguaglianza e di partecipazione di cui all’art. 3, 2° comma, della Costituzione, in AA. VV., Strutture di potere, democrazia e partecipazione, Napoli, ESI, 1974;

A. VALASTRO, Partecipazione, politiche pubbliche, diritti, in A. VALASTRO (a cura di), Le regole della democrazia partecipativa. Itinerari per la costruzione di un metodo di governo, Napoli, Jovene, 2010.

Riferimenti normativi: 
artt. 1, 2, 3, 18, 39, 48, 49, 97, 118 Cost. it.

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