Inclusione Sociale

L'espressione fa riferimento alla necessità di favorire una migliore integrazione della persona nel contesto sociale ed economico nel quale si svolge la sua esistenza.

L'utilizzo di questa espressione intende, da un lato, sottolineare l'importanza di approcci inclusivi delle differenze; dall'altro, rifiutare quelle forme di integrazione che mirano piuttosto ad eliminare la diversità omologandole ai modelli prevalenti.

Secondo la prospettiva originaria (in particolare sudamericana), le pratiche partecipative dovrebbero essere innanzitutto strumento di inclusione sociale, in quanto orientate verso obiettivi di natura redistributiva, di inclusione, di giustizia sociale, di sostenibilità dello sviluppo, di controllo.

In Europa, e in particolare in Italia, gli scopi cui si fa più spesso riferimento nell'ambito delle pratiche partecipative sono invece quello di carattere conoscitivo (riduzione dell'asimmetria del decisore) e quello della legittimazione (consenso).

Approfondimenti: 
G.ALLEGRETTI, Giustizia sociale, inclusività e altre sfide per il futuro dei processi partecipativi europei, in U.Allegretti (a cura di), Democrazia partecipativa, Firenze, 2010

Riferimenti normativi: 
Comunicazione della commissione,Agenda europea per l'integrazione dei cittadini di paesi terzi, COM(2011) 455final

L.R.Lazio 14 luglio 2008, n.10, Disposizioni per la tutela del'esercizio dei diritti civili e sociali e la piena uguaglianza dei

L.R.Campania 8 febbraio 2010,n. 6, Norme per l'inclusione sociale, economia e culturale delle persone straniere presenti in Camp

L.R.Toscana 9 giugno 2009, n.29, Norme per l'accoglienza, l'integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella Reg

L.R.Marche 26 maggio 2009, n.13, Disposizioni a sostegno dei diritti e dell'integrazione dei cittadini stranieri immigrati

L.R.Friuli-Venezia Giulia 23 maggio 2007, n.12, Promozione della rappresentanza giovanile, coordinamento e sostegno delle inizia

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