Innovazione Sociale

(a cura di Fabiola De Toffol)

In letteratura non esiste una definizione univoca di Innovazione sociale (in inglese Social Innovation), fenomeno emergente con cui si indica l’insieme delle nuove pratiche e modelli che rispondono alle sfide sociali innovando le relazioni e le forme di collaborazione.

La più compatta definizione di natura politica giunge nel 2013 dalla Commissione Europea, al termine di un percorso di studio ed elaborazione strutturatosi a partire dal 2011. Come scrivono gli ex Commissari Johannes Hahn (politiche regionali) e Laszlo Andor (politiche del lavoro, degli affari sociali e dell'inclusione), “per il nostro contesto, definiamo innovazioni sociali quelle innovazioni che sono sociali al contempo nei loro fini e nei loro mezzi, restando aperte alle possibili declinazioni territoriali, culturali, etc. In tal senso, il “sociale” è tale sia nel “come” (il processo), sia nel “perché” (gli obiettivi sociali e sociali che si intendono raggiungere).

Il fine della social innovation non è la semplice evoluzione del contenuto di una policy o di un intervento rivolto ad una determinata categoria di portatori di bisogni, quanto del processo attraverso cui le politiche e le azioni sono concepite, realizzate, valutate e governate. Il risultato atteso da una innovazione sociale è dunque la modificazione stabile dei comportamenti e delle relazioni di un insieme ampio di attori – istituzionali e non – finalizzata a rispondere ad un bisogno in modo migliore e più sostenibile. Una chiara indicazione è in questo senso data dalla seguente definizione: “Nuove soluzioni (prodotti, servizi, modelli, mercati, processi, etc.) che simultaneamente rispondono ad un bisogno sociale (più efficacemente di una soluzione già esistente) e portano a nuove o rafforzate capacità, relazioni e ad un miglior uso delle risorse. In altre parole, l'innovazione sociale risponde alla società ed al contempo ne rafforza la capacità di azione”.

Al centro della social innovation vi è dunque l'evoluzione del processo con cui si affronta un bisogno, come condizione per giungere ad un "prodotto" (una risposta) realmente diversa e maggiormente coerente. Questo approccio può essere visto a diversi livelli di profondità, dalla più immediata risposta ad una precisa domanda sociale, non risolta né dal mercato, né dalle istituzioni, alla più ampia azione "sociale", rivolta ad affrontare problemi più generali legati all'uso delle risorse, quali la sostenibilità, la giustizia intergenerazionale, il significato di crescita e benessere.

Approfindimenti:
Caulier-Grice, J. Davies, A. Patrick, R. Norman, W. (2012), “Defining Social Innovation”. A deliverable of the project: The theoretical, empirical and policy foundations for building social innovation in Europe (TEPSIE), European Commission – 7th Framework Programme, Brussels, European Commission, DG Research.

Regolamento (UE) n. 1296/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013, relativo a un programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale ("EaSI") e recante modifica della decisione n. 283/2010/UE che istituisce uno strumento europeo Progress di microfinanza per l'occupazione e l'inclusione sociale.

European Commission (2013), Guide to Social Innovation, Bruxelles  http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/presenta/social_innovation/social_innovation_2013.pdf

http://wikipa.formez.it/index.php/Innovazione_sociale

Torna alle voci