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Il progetto di Rilancio economico condiviso a Foligno

La coalizione di centrosinistra uscita sconfitta dalle elezioni amministrative per il comune di Foligno nel 2019 ha elaborato nei mesi scorsi un progetto denominato Rilancio economico condiviso (Rec). L’obiettivo è quello di arrivare a mettere in campo progetti per il post covid a partire dall’ascolto e dalla elaborazione di singoli cittadini, associazioni e gruppi informali. Il procedimento che si intende seguire prevede una serie di passi successivi che prenderanno le mosse dall’ascolto e dalla successiva messa in agenda dei temi che emergeranno dall’analisi dei bisogni i quali verranno via via messi a fuoco fino a diventare progetti tout court. Si tratta di un metodo che si basa sulla partecipazione e sugli strumenti per trasformarla in leva progettuale affinché l’amministrazione si avvicini alle esigenze dei cittadini. Si tratta della proposta di una parte politica, ma ci sembra opportuno darne conto e seguirne le fasi poiché rappresenta un tentativo di innovazione nel campo delle politiche partecipative. Di seguito la nota con la quale è stato presentato il progetto da parte dei suoi ideatori.

Aperte le iscrizioni al Master per Esperto in progettazione e gestione di politiche e processi partecipativi dell'Università degli Studi di Perugia

Un percorso formativo che affronta il tema della partecipazione da un punto di vista sistemico e multidisciplinare, aperto a coloro che si sono formati nelle scuole di Scienze politiche e sociali, di Giurisprudenza, di Architettura e di Urbanistica, di Economia, resta aperto ai portatori dei molti altri saperi che concorrono alla realizzazione e diffusione di processi e politiche partecipate e partecipative. Il termine per le domande scade il 16 agosto 2021

Sostanziare la democrazia, sfuggire alla retorica delle crisi

L’Osservatorio sulle politiche partecipative dell’Umbria ha prodotto un volume, “Partecipazione e politiche sociali in Umbria. Strumenti tradizionali e tendenze innovative”, edito da Morlacchi, nel quale, a partire dall’analisi degli strumenti di partecipazione adottati in occasione del varo del Piano sociale regionale, si è tentata una ricognizione dello “stato dell’arte” sulle politiche partecipative. Nonostante l’oggetto di studio fosse di ambito regionale, ne è emerso uno spaccato delle potenzialità e delle criticità degli strumenti di partecipazione che ricalca quello nazionale. Si conferma cioè la partecipazione come lievito imprescindibile per sostanziare la democrazia e per sfuggire alla retorica delle crisi, e se ne ne coglie altresì la difficoltà a librarsi a causa della paludosità di un sistema istituzionale ancora impreparato a raccogliere la sfida. Questa è l’introduzione al volume di Alessandra Valastro, che ne è curatrice insieme a Ugo Carlone, utile a comprendere la cornice del lavoro.

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