Il progetto di Rilancio economico condiviso a Foligno

La coalizione di centrosinistra uscita sconfitta dalle elezioni amministrative per il comune di Foligno nel 2019 ha elaborato nei mesi scorsi un progetto denominato Rilancio economico condiviso (Rec). L’obiettivo è quello di arrivare a mettere in campo progetti per il post covid a partire dall’ascolto e dalla elaborazione di singoli cittadini, associazioni e gruppi informali. Il procedimento che si intende seguire prevede una serie di passi successivi che prenderanno le mosse dall’ascolto e dalla successiva messa in agenda dei temi che emergeranno dall’analisi dei bisogni i quali verranno via via messi a fuoco fino a diventare progetti tout court. Si tratta di un metodo che si basa sulla partecipazione e sugli strumenti per trasformarla in leva progettuale affinché l’amministrazione si avvicini alle esigenze dei cittadini. Si tratta della proposta di una parte politica, ma ci sembra opportuno darne conto e seguirne le fasi poiché rappresenta un tentativo di innovazione nel campo delle politiche partecipative. Di seguito la nota con la quale è stato presentato il progetto da parte dei suoi ideatori.

Lo shock violento del Covid-19 e l’incertezza sistemica che ne è derivata sono responsabili di una crisi che ha effetti sanitari, economici e sociali che si manifestano in modo diverso sui territori e sulle persone, amplificando le disuguaglianze e le ingiustizie che pre-esistevano nella “normalità”. Come e più che in precedenza, la gravità della situazione rende necessari cambiamenti sociali, istituzionali e tecnologici che in tempi ordinari sarebbero impossibili o ben più lenti.

Il progetto Rec, acronimo di Rilancio economico condiviso, ideato nel maggio 2020, è volto a configurare e a costruire una nuova idea di città, mettendo a tema le problematiche, le idee, le preferenze e le conoscenze dei cittadini, per arrivare a obiettivi condivisi. Esso è costituito da diverse fasi consequenziali: la prima è la fase dell’”analisi dei bisogni”, nella quale attraverso la somministrazione di un sondaggio sarà possibile realizzare una fotografia dello stato sia socio-economico che emozionale delle cittadine e dei cittadini. La cittadinanza è inoltre invitata a inviare proposte concrete, idee e contributi alla Bacheca delle Idee, visionabile on line. I bisogni, le proposte e i contributi manifestati saranno elaborati ed espressi in termini di “ambiti tematici”.

La seconda fase del percorso, detta di “formazione e informazione” ha lo scopo di approfondire gli “ambiti tematici” suddetti, nel corso di incontri e di tavole rotonde con esperti.

La fase successiva consisterà in una arena deliberativa strutturata in più date, in cui cittadine e cittadini potranno confrontarsi e, attraverso il metodo deliberativo, (World Café, Open Space Technology…), potranno convergere alla definizione di “obiettivi temativi”.

Gli “obiettivi tematici” così determinati saranno sviluppati nello stadio successivo del percorso, ossia la fase dei “tavoli di progettazione”, e saranno illustrati in “programmi operativi”. Questi costituiranno dunque l’output finale dell’intero processo, vale a dire che saranno le autentiche soluzioni proposte dalla cittadinanza, elaborate in modalità condivisa.

I programmi operativi potranno costituire le basi della progettazione per finanziamenti da fondi europei, oppure potranno essere obiettivi di progettazione locale da parte di reti di imprese, di associazioni di categoria.