Perugia, 4 dicembre 2015 - Discariche, battaglia sull'indennità di disagio

PERUGIA - Alla fine ognuno per la sua strada. Il Comune che vuole chiudere a tutti i costi la pratica delle indennità di disagio per chi vive vicino ale discariche di Pietramelina, Borgogiglione e all'impianto di Ponte Rio, e i comitati e associazioni che ieri sono stati convocati dal vice sindaco Urbano Barelli. In soldoni il pacchetto di mischia di comitati e associazioni non solo non sarebbe tanto contento della divisione in zona rossa e arancione per il rimborso dell'indennità di disagio, ma avrebbe chiesto a Comune di alzare il livello dell'intervento. Insomma, per dirla in maniera semplice «non potete pagare i rischi per la nostra salute». Il Comune di Perugia forte di un'assegnazione di poco meno di ÇÎÎò³²à euro e dei dettami della legge regionale ha diviso i territori vicino agli impianti dei rifiuti in zone. Quella rossa dove l'indennità coprirà per l'intero i costi della bolletta dei rifiuti e quella arancione per la metà. Tra i comitati e associazioni che hanno espresso dubbi sul piano, l'idea del territorio diviso non piace molto. Ma soprattutto c'è chi ha ragionato così: «Visto che il disagio ambientale è stato riconosciuto, non sarebbe meglio intervenire per ridurlo?». Cioè azioni incisive dal punto di vista della tutela dell'ambiente. C'è chi ha posto il tema del revamping dell'impianto di selezione di rifiuti di Pietramelina e c'è chi vuoi monitorare meglio i pozzi delle discariche. E da Borgo- glione è stato sollecitato a Barelli un incontro con i cittadini dell'area chiesto da un anno. Polemica battuta a margine della consigliera del Pd, Erika Borghesi: «Bene gli incontri con i residenti, ma perché cose di questo peso non si condividono con i consiglieri comunali anche in fase di ideazione e non solo al momento del dibattito in consiglio?».