Processo Decisionale

Deve intendersi come un processo circolare che include l’insieme delle decisioni finalizzate al governo delle politiche pubbliche.

Durante la prima fase vengono formulate, presentate, prese in esame e messe a confronto le diverse opzioni possibili, ma anche interessi, strategie, progetti e idee.

In questa fase la decisione coincide con lo scioglimento della riserva a favore di una di queste opzioni, con conseguente conversione delle incertezze in certezza, tanto per i decisori quanto per i destinatari delle politiche.

Decidendo si seleziona una specifica versione della realtà che da quel momento in avanti si vuole realizzare, escludendo tutte le altre soluzioni possibili, e quindi scartando ed accantonando le opzioni alternative che da queste ultime deriverebbero.

Per la delicatezza ed il rilievo di tale compito, non si può prescindere dall’utilizzo di ampi strumenti di analisivalutazione e consultazione, capaci di contribuire alla selezione di opzioni di qualità entro le quali operare la scelta ottimale inerente la politica in gioco.

Il processo decisionale non dovrebbe peraltro arrestarsi alla scelta delle opzioni in campo: esso dovrebbe proseguire in una ulteriore fase di valutazione degli effetti prodotti dall’intervento.

In un circolo decisionale virtuoso gli esiti di questa seconda fase dovrebbero a loro volta essere considerati quali elementi su cui fondare le decisioni di un eventuale successivo processo decisionale, volto ad affrontare le problematiche emerse nell’attuazione della soluzione inizialmente prescelta.

Approfondimenti: 
L. BOBBIO, La democrazia non abita a Gordio. Studio sui processi decisionali politico-amministrativi, Franco Angeli, 2004

G. IURATO, Le regioni italiane e il processo decisionale europeo. Un’analisi neo-istituzionalista della partecipazione, Giuffrè , 2005

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