Resilienza

Il termine resilienza deriva dal latino resilire che significa “saltare indietro,rimbalzare”.

Veniva inizialmente usato in riferimento alla tecnologia dei materiali per indicare “la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto”.

A questo concetto prettamente ingegneristico sono stati associati nel tempo significati più trasversali e generali: le scienze sociali, in particolare, lo hanno rielaborato associando alla resilienza la capacità di resistere a cambiamenti particolarmente violenti e repentini, attuando strategie adattive.

Resilienza e capacità di adattarsi diventano così due qualità tipiche dei sistemi dinamici e aperti, soggetti a trasformazioni repentine.

Come qualità collettiva, la resilienza è caratterizzata dalla capacità di reazione nelle situazioni di difficoltà, orientata al bene comune e guidata da principi solidali, cooperativi e collaborativi, che evolve e si sviluppa nel mutuo aiuto con la mobilitazione di risorse relazionali, con la promozione di responsabilità per il benessere delle persone e della stessa comunità di appartenenza (territoriale, aziendale, sociale, ecc.).

È un concetto più duttile dell’idea di sostenibilità ed è alla base della riflessione del Transition Movement.

Approfondimenti: 
G.G. MARTEN, Ecologia umana: Sviluppo sociale e sistemi naturali, Edizioni Ambiente, 2002

stockholmresilience.org

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