Sindrome

Termine utilizzato per definire un insieme di fenomeni che si verificano nell’ambito di comunità territoriali allorché si diffonde l’annuncio dell’intenzione di realizzare un’opera pubblica non desiderata: la prima reazione è generalmente la mobilitazione popolare; e tanto più avanzato è lo stadio di formulazione del progetto tanto più serrato diviene il confronto.

In realtà né la società civile né le amministrazioni sono immuni da sindromi e pregiudizi.

Il termine viene infatti utilizzato per indicare due fenomeni diversi, anche se spesso difficilmente distinguibili o più spesso compresenti: da un lato fenomeni di chiusura della comunità, in cui la protesta generalizzata degli abitanti è più propriamente il frutto di allarmismo collettivo, infondatamente paralizzante verso lavori di pubblica utilità non manifestamente dannosi; dall’altro fenomeni di chiusura dell’amministrazione, la quale utilizza il termine sindrome in senso spregiativo e strumentale al fine di svalutare le ragioni dei soggetti interessati anche in caso di timori concretamente fondati circa l’impatto ambientale e socio-economico di un intervento pubblico, tentando così di evitare l’attivazione di processi partecipativi e inclusivi.

In questo secondo caso si parla anche, genericamente, di sindrome dell’assedio, per indicare un diffuso atteggiamento di diffidenza degli amministratori nei confronti delle richieste di partecipazione provenienti dalla società civile.

La sindrome del primo tipo più conosciuta:

     NIMBY (Not In My Back Yard, “non nel mio giardino”). Indica il rifiuto di progetti che abbiano qualsiasi legame con l’ambiente in cui si risiede. Esprime il timore di possibili danni alla propria salute, di diminuzione del valore di proprietà immobiliari e della qualità della vita (rumori molesti, odori sgradevoli, etc.), di effetti negativi sul traffico, sul paesaggio e sull’ecosistema.

Le variazioni sul tema:

   BANANA (Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anyone, “non costruire assolutamente nulla in nessun luogo vicino ad alcuna persona)

     NIABY (Not In Anyone's Backyard, “no nel cortile di nessuno”)

     NOPE (Not in Our Planet Earth, “non sul nostro pianeta terra”).

Tra le sindromi del secondo tipo più conosciute:

     DAD (Decide Announce Defend, “decido, annuncio, difendo”). Una volta delineata la possibilità pratica ed amministrativa di realizzare un’opera in un determinato sito, il soggetto proponente elabora i progetti e avvia l’iter decisionale e autorizzativo, annunciando al pubblico la scelta quando questa è ormai consolidata. Ciò può determinare il sorgere di conflitti con i portatori di interessi divergenti ed il proponente sarà costretto a difendere la scelta compiuta senza avere la possibilità di migliorarla o di metterla in discussione.

     NIMO (Not in My Office, “non di pertinenza del mio ufficio”)

     NIMTOO (Not in My Term of Office, “non durante il mio mandato”)

     NIMEY (Not in My Election Year, “non nell’anno delle mie elezioni”)

Approfondimenti: 
G. COTTURRI, La democrazia partecipativa, in Democrazia e diritto, n. 1/2005;

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