Social Street

(a cura di Luca Caianiello)

Con il concetto di social street è, innanzitutto, possibile identificare uno spazio urbano – prevalentemente vie, ma anche quartieri, piazze, parchi, etc. – entro cui le persone che vi risiedono costruiscono e consolidano legami sociali. L’anglicismo è dovuto al procedimento di istituzione di ciascuna social street, che prevede, in particolare, l’apertura di un “gruppo chiuso” sul più noto dei social networkFacebook – ad opera del residente o dei residenti interessati.

Si tratta di un fenomeno che, a partire dalla prima esperienza di via Fondazza, a Bologna, nel settembre del 2013, ha trovato diffuso sviluppo su tutto il territorio nazionale, evolvendo rapidamente. In effetti, in alcuni casi, le social streets sono divenute dei veri e propri collettori di comunità (di prossimità), atti a generare e liberare energie sociali, per la cura, la gestione e la rigenerazione dei beni comuni urbani. In questo senso, simili esperienze si prestano ad essere accolte entro una chiara e adeguata cornice di legalità, che ben può essere ricondotta al regolamento sull’amministrazione condivisa dei beni comuni.

Approfindimenti:
www.socialstreet.it;

Labsus.it;

Labsus, Rapporto Labsus 2016 sull’amministrazione condivisa dei beni comuni, 2016.

Riferimenti normativi:
Regolamenti sull’amministrazione condivisa dei beni comuni.

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