Tecnica

Nei processi partecipativi il termine è utilizzato per indicare ogni dispositivo che aiuti a procedere: dalla seduta di brainstorming al complesso gioco di simulazione.

Le tecniche devono essere selezionate e adattate ai contesti e alle finalità del processo, tenendo presenti i seguenti criteri:

a) tipologia dei soggetti da consultare;

b) onerosità di realizzazione, con particolare riferimento ai tempi e ai costi;

c) attendibilità e validità delle informazioni attese;

d) utilità ed esaustività dei risultati.

Valutare correttamente questi aspetti è determinante ai fini di una consultazione efficace, dal momento che la scelta di una tecnica inadeguata può rilevarsi controproducente per la qualità del processo decisionale, non soltanto per l’inutile dispendio di tempo e di risorse ma anche, e soprattutto, per il carattere non pertinente o addirittura fuorviante delle informazioni rilevate.

Rispetto alle specificità delle singole tecniche e alle fasi nelle quali attivarle, si distingue fra tecniche per l’ascolto, tecniche per l’interazione costruttiva e tecniche per la risoluzione dei conflitti.

Le tecniche di ascolto si basano su metodi che aiutano a capire come i problemi sono percepiti dagli stakeholder e dai comuni cittadini: distribuzione di materiale informativo direttamente alle persone in situazioni di aggregazione; articoli su giornali locali, spot informativi sui media; interventi informativi e di scambio nell’ambito di riunioni di specifici gruppi (es. brainstormingfocus groupNGT); strutture mobili; attivazione di punti di riferimento in loco; animazione territoriale.

Le tecniche per l’interazione costruttiva si basano su metodi che aiutano i partecipanti ad interloquire fra di loro e a produrre conclusioni interessanti per il decisore, e prevedono l’uso di strumenti basati sulla costruzione di scenari (Future Search conferenceEASW), sulla simulazione (Planning for real), sull’autorganizzazione (Open space technology).

Le tecniche per la risoluzione dei conflitti si basano su metodi volti ad agevolare la discussione rispetto a questioni controverse (ADRgiuria di cittadinibilancio partecipativo).

Le tecniche sono utili per guidare il lavoro di consulenti, facilitatori e formatori ma non devono essere viste come soluzioni lampo: i metodi e le tecniche di facilitazione del lavoro di gruppo e dei processi decisionali possono contribuire a rendere efficaci le relazioni di partenariato, a condizione che riescano a promuovere esiti deliberativi di qualità.

Approfondimenti: 
L. BOBBIO (a cura di), A più voci. Amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni e cittadini nei processi decisionali inclusivi, Rubbettino, 2004.

Torna alle voci