Terni, 26 ottobre 2015 - I due volti della città, chi pulisce i muri e chi vandalizza i parchi

TERNI - Una passeggiata m centro in una domenica mattina d'autunno può diventare passo dopo passo un'analisi sociologica sulla città. C'è chi non si rassegna al degrado e chi invece non smette di trascinarci i posti in cui vive. I giardini "Furio Miselli" distano da via Fratti qualche centinaio di metri eppure ieri mattina sembravano essere lontani anni luce. In via Fratti si è nuovamente messo in azione il gruppo "Retake Terni", il movimento spontaneo di cittadini che sulla scorta di esperienze maturate in altre città, ha ingaggiato la propria personale battaglia contro il degrado e si sta impegnando per il decoro urbano. La nuova missione, dopo aver liberato i lampioni di corso Tacito dalle locandine "selvagge", è stata quella di ripulire l'area intomo al liceo Galilei. Armati di solventi, vernici, scope ma soprattutto di tanta buona volontà ieri a partire dalle 9,30 una quindicina di persone, tra le quali anche alcuni studenti del liceo, hanno ritinteggiato il muro di recinzione estemo della scuola cancellando così le innumerevoli scritte che lo ricoprivano da tempo. Uno spettacolo degradante che è diventato edificante a colpi di pennello. «Le vernici e i solventi sono state autofìnanziate con le of ferte dei cittadini - spiega la portavoce del gruppo Retake Temi, la professoressa Elisabetta Vannuzzi - mentre, come promesso, il Comune ci ha messo a disposizione rastrelli e scope e l'Asm, con un proprio operatore, ha trattato il muro con un'idropulitrice». Con due mani di vernice e un pizzico di senso civico, alla fine della giornata un pezzo di città è stato cosi strappato al degrado e le mura posteriori del "Galilei" ora fanno pendant con la facciata recentemente ripulita dalla fastidiose scritte. Tuttavia c'è già chi non ha resistito nel vedere quelle mura così bianche e ha già ricominciato a imbrattarle. Ma sono delle piccole scritte, fortunatamente anche poco visibili, come se lo stesso "scienziato" autore si fosse reso conto di quanto stesse facendo. Insomma, ti trovi a passare per via Fratti e per un momento ti fermi a pensare con il sorriso sul volto e poi, qualche centinaio di metri più in là la bocca si apre e gli occhi si sgranano. Una discarica a cielo aperto, in pieno centro, un immondezzaio vero e proprio. I giardini "Furio Miselli", all'incrocio tra via Primo Maggio e via Petrucci, a un soffio da corso Tacito, som mersi dai rifiuti, da bottiglie di birra, da bicchieri rotti, da cartacce di ogni genere. "Ricordi" dell'ultima notte di movida abbandonati su quel che resta delle aiuole, accanto alle erbe piantate dai bambini delle scuole, sulle panchine. Ma forse i sei cestini che ci sono erano straccimi? Macché, praticamente vuoti come la testa di chi continua a lordare la città impunemente. E sarà pure vero che l'amministrazione comunale e lAsm avranno le proprie colpe per la situazione in cui versa la città, ma i primi responsabili sembrano essere gli stessi cittadini. O almeno una parte di loro. Ma la lotta contro i cretini rischia di essere sempre impari perché, lo dice l'adagio, la madre di questi ultimi è sempre incinta.